Le storie si alternano fra lo stile di Hoover, preciso e articolato, ma alquanto vicino ai canoni, e quello di Howell, che qui si conferma essere più personale, ma anche più abbozzato in alcuni aspetti. Il 1993 è un anno più povero di storie, appena 5, probabilmente per l’impegno che il reparto fumetti sta ponendo sulle altre pubblicazioni di quel periodo e nella difficoltà della linea Disney Comics, con la quale, per la prima volta, la Disney si era assunta personalmente la pubblicazione delle serie comic book.
Nuova investigazione e nuova comparsa di Basettoni. Il caso riguarda dipinti danneggiati da ignoti e ciò dà la possibilità di imbastire gag con al centro Pippo e la sua scarsa comprensione dell’arte moderna. Oltre a Topolino, ad indagare sul caso sono stati chiamati anche i famosi detective Nemo Wolf (Nero Wolf), Sam Sprayed (Sam Spade), Kodiak (Kojak) ed Hercule Parrot (Hercule Poirot). Topolino organizza un piano per incastrare il vandalo, riuscendo a individuarlo, in realtà, per un colpo di fortuna. Il ruolo dei famosi detective si rivela essenziale, dato che il colpevole è uno di loro, Sid Spud (un’altra parodia di Sam Spade?), mentre a salvare Topolino e Pippo saranno il resto della combriccola di investigatori (a cui si è aggiunta Mrs. Pollifox, parodia di Mrs. Pollifax e tutta una serie di altre caricature non nominate).
Sempre Pippo protagonista, il quale questa volta, a causa degli starnuti, si ritrova possessore di una serie di libri su come parlare con gli animali (come il dottor Doolittle del titolo) e detentore di un debito di 10.000$. Dopo una serie di gag sulle prove che Pippo fa di questi insegnamenti, si prefigura la possibilità di sanare il debito partecipando ad una corsa di cavalli. Naturalmente per vincerla sarà d’aiuto la possibilità di parlare con l’equino, trovato in mezzo ad una mandria di cavalli selvaggi, promettendogli metà del premio.
Già una volta con Gottfredson ci eravamo trovati di fronte a Pippo che improvvisamente si rivelava una mente scientifica eccelsa. Qui ad un Pippo molto sbadato viene spiegato il concetto rudimentale di connessione internet (ricordiamo che ci troviamo negli anni ’90 e i computer ed internet stavano solo iniziando a comparire nelle case delle persone) e lui decide di entrarne molto “in contatto”, prendendo la scossa mentre monta il pc di Topolino. In questo modo diventa un genio scientifico.
Rapidamente diventa professore universitario e trascura i suoi amici (qui abbiamo il cast completo di Topolino, Minni, Orazio e Clarabella). La situazione arriva ad un punto di rottura quando la scoperta di una nuova forma di energia si rivela essere anche una possibile fonte di inquinamento per Topolinia, effetto collaterale che il geniale Pippo sembra trascurare, ma che preoccupa tutti i suoi cari. La risoluzione arriva, come era facile prevedere, da una nuova scossa elettrica, che riporta Pippo alle sue condizioni precedenti e fa naufragare la sua carriera accademica.
Storia interessante, non tanto per la trama (una sfida di lotta che Pietro lancia a Topolino), quanto per una comparsata che fa non altri che Archimede Pitagorico! Sarebbe l’unico paperopolese, oltre a Paperino che fa un’apparizione nella striscia di Mickey Mouse. Situazione inedita anche per il fatto che Paperino era stato presente al fianco di Topolino solo negli anni ’30. C’è da dire che il team creativo aveva fatto le ossa nel reparto fumetti dedicato ai comic book e nelle storie S possiamo ben ricordare crossover fra personaggi paperi e topi. Se Paperopoli era un toponimo ben noto fin da Barks, Topolinia è proprio negli anni ’90 che si consolida, grazie anche alle avventure sulle pagine della serie Mickey Mouse Adventures. Resta da capire se la Mouseton degli autori della striscia comprenda o meno anche i paperi.
L’inventore fornisce a Topolino una cintura speciale che dovrebbe far sì che egli non sfiguri di fronte a Gambadilegno, ma Pippo decide di provarla e inavvertitamente provoca lo svenimento dell’amico con una botta in testa. Deciderà quindi di travestirsi con delle orecchie finte e affrontare lui stesso Pietro, in uno scontro che finirà a favore dei nostri grazie ad un pizzico di fortuna.
Si torna in un contesto più avventuroso, ma non si varcano i confini di Topolinia. Topolino e Pippo vengono coinvolti in quello che sembra un terremoto, ma lo sprofondare di una banca rivela una diversa realtà: qualcuno ha scavato sotto l’edificio per farlo affondare nel terreno in modo da svuotarlo dei denari conservati nel caveau. Saranno i nostri ad addentrarsi nei cunicoli nel sottosuolo per scoprire i responsabili: un popolo di talpe umanoidi che vedono poco e sono ghiotte di lattughe. Non comprendendo il valore del denaro hanno scambiato i verdi bigliettoni per qualcosa di edibile e perciò si sono decisi a rubarli, per risolvere una carestia che aveva colpito la loro gente del sottosuolo. Le loro buone intenzioni (e un’inattesa riserva di oro che conservano senza conoscere il valore che noi diamo al metallo) renderanno possibile la riconciliazione con gli abitanti della superficie.